Villorba – Centro commerciale e percezione errata del benessere locale

  • Posted on: 27 May 2017
  • By: Oscar Borsato

Ho letto con assoluto interesse e, principalmente, con stupore l’articolo “gli anziani: si al centro commerciale” apparso oggi ne “Il Gazzettino di Treviso”  pag. XI a firma di Mauro Favaro. Nel citato pezzo giornalistico, il Direttore Enrico Giovanardi di Casa Marani, il noto istituto residenziale per anziani, esporre come positivo la costruzione del prossimo centro commerciale ricavato dal recupero dell’area Ex Cantina sociale, progettato dall’ex consigliere comunale arch. Dario Frosi.

In poche parole, il primo dirigente della casa di riposo afferma che il nuovo edificio pluri-commerciale sarebbe un’ottima cosa per gli anziani ospiti, perché sarebbe loro ideale per raggiungerlo a piedi, poiché si aprirebbe un momento di svago in quella situazione abitativa, assicurando che la confusione che si creerà è gradita.

La mia meraviglia a quanto pronunciato si pone su: “perchè il Direttore dell’Istituto prenda posizione sul progetto sopra menzionato?” Certo è legittimo esprimere la propria opinione ma le idee espresse mi sembrano molto superficiali, in un tema così complesso come la socialità delle persone anziane.

Prima di continuare, giusto per dar dettaglio, sembrerebbe che tutti gli ospiti residenti in casa di riposo siano in grado di spostarsi con facilità tra i due blocchi, invece i numeri sono ben diversi. Dei 194 posti letto disponibili, solo 24 sono quelli per le persone autosufficienti, quindi, sempre se non accompagnati, solo questa minima parte (massimale) di anziani ha la possibilità di spostarsi. Iniziamo a ragionare su una cerchia inferiore d quella che vogliono far passare.

Il secondo aspetto che è da capire: “Se per socialità s’intende la creazione di un insieme dei rapporti che insorgono tra gli individui che fanno parte di una società o di un ambiente determinato, quale beneficio può dare una serie di negozi, dove, di fatto, non sono presenti rapporti di scambio generazionale”?

Invece di creare un ruolo sociale dell’anziano, si vuole renderlo un semplice spettatore dell’altrui quotidianità o di un elemento di consumo di una piazza commerciale!!!

Se da una certa ottica non è concepibile il sopra enunciato livello ridotto di socialità da parte della persona anziana residente in Casa Marani, dall’altra il Direttore non ha realizzato l’importanza di un’infrastruttura verde adiacente all’edificio residenziale, e di quanto nociva sia la cementificazione dell’area stessa.

“Sarebbe pezo el taccon che el sbrego”, per arrivare al giusto modo di dire veneto.

Già in un recente passato ho espresso una valutazione sull’impatto negativo di un centro commerciale, con più precisione nel rispetto ad un centro urbano, in altre parole, lo avevo definito come “un omicidio” produttivo e sociale per le comunità locali e per il concetto nostrano di “far piazza”.

In questo caso, i due attori sono: la casa di riposo e (sempre) il centro commerciale.

La visione contrastante in questo caso si pone su quattro effetti negativi nella costruzione edificatoria:

  • il cambiamento del microclima locale per la vicinissima presenza di una distesa cemento ed asfalto;
  • aumento delle polveri sottili e gas di scarico per la concentrazione di autovetture nei parcheggi;
  • aumento della spesa energetica in quanto gli impianti di climatizzazione saranno maggiormente impegnati, visto il sensibile innalzamento della temperatura;
  • il peggioramento della qualità della vita delle persone, in particolar modo quelle non autosufficienti e maggiormente a quelle che avranno problemi di respirazione e che saranno così costrette a star rinchiuse, nonché con la confusione creata per la costruzione del plesso.

Questi effetti vanno a colpire tutta l’intera comunità residente, in particola modo ai 168 anziani (massimali) che sono non autosufficienti, costretti a rimanere ancor di più tra le mura dell’Istituto residenziale, ma non solo, va a far somma alle innumerevoli strutture fatte di spreco di suolo presenti in Italia ed in Europa, che hanno determinato effetti devastanti alle città.

Se il Direttore Giovanardi credeva di porre aiuto con questo scritto giornalistico, minimizzando l’impatto del centro commerciale, si dimostra una scelta errata nell'adozione di politiche socialmente attive per la persona anziana, relegandola in questo modo come singolo spettatore, quando sarebbero più utili delle visite (accompagnate) ai vicini centri urbani. Mentre dalla parte dell’Amministrazione comunale quella di non essere consapevole organizzatrice di un governo del territorio che deve essere mirato a risolvere le criticità e di porre l’attenzione alle esigenze e lo sviluppo di una cultura ambientale sostenibile, creando così il giusto compromesso con le necessità sociali, economiche e di sviluppo e con la tutela dell’ambiente e della salute. (ISPRA 2016)