Villorba - Quei nuovi capannoni, i futuri "non luoghi".

  • Posted on: 14 August 2015
  • By: Oscar Borsato

È veramente paradossale come i tempi cambino il corso della conoscenza, una “tuttologia” dilagante che sta distruggendo il senso del bene comune, questo stesso “formalismo” che porta un Primo cittadino a non capire, in primis, il limite che c’è tra la critica e l’insulto.
La cosa che si nota, la più assurda, è che la frase “solo i ciechi e gli ottusi non vedono le trasformazioni in corso, c’è un impoverimento progressivo: …” è chiaramente indirizzata proprio a quei tecnici urbanisti, a quei professori universitari di urbanistica e rappresentanza sindacale degli imprenditori agricoli che hanno espresso la loro valutazione negativa sulla politica espansionistica del nuovo cemento. L’ennesima caduta di stile cui ci ha abituati il Sindaco Marco Serena.


In un solo articolo si può leggere il riassunto dell’ennesimo “non dir nulla”, delle solite blaterazioni senza un fondo d’idee, senza un progetto descrittivo del piano d’interventi, costi delle dismissioni a carico del Comune di Villorba e possibili ricavi che l’Ente avrà nei suoi bilanci. Questo lavoro di progettazione lo sto chiedendo all’Amministrazione Comunale da 8 mesi, ma tutte le mie aspettative sono ancora colme, nulla si è visto se non delle offese volte ad inquinare il ragionamento.
Si evidenzia il concetto di urgenza, il quale però è veramente soggettivo, perché quel “bisogna intervenire prima che sia troppo tardi” sono anni che si legge, ripetutamente a cadenze alterne, a volte elettorali e a volte in risposta alle pressioni che il Partito Democratico di Villorba sollecita (e questo è oggettivo); nel frattempo non si sa nulla, silenzio di tomba.

Quando si leggono certi commenti qualunquistici, si denota un'evidente poca conoscenza dei temi pianificatori delle piattaforme produttive, perché è presente un ragionamento non chiaro:

  • non si contestualizzano i fattori dell’incertezza di carattere economico (crisi) nazionale,
  • non conosce la riorganizzazione delle altre aree produttive e non da meno una mancanza politica regionale in merito alla ricollocazione fisica.

Non avendo certezza alcuna con che coraggio, il Sindaco Serena, chiede alla classe imprenditoriale di seguirlo nel suo progetto così fumoso? Imprenditori che, giustamente, seguono delle strette e rigorose leggi economiche. Se tutto l’impianto pensato dovesse fallire nella sua pratica, sono gli impresari a rimetterci, mentre il Sindaco non ci rimette nulla: sono tutti capaci ad azzardare con i soldi degli altri!!!

Su una cosa sono d’accordo: "bisogna essere proprio ciechi e gli ottusi per non vedere l’impoverimento che crea la presenza dei già troppi mega store presenti nella Marca Trevigiana", come quello pensato dal Sindaco Marco Serena. La verità è che il disastro è già in corso, e questa volta non è colpa del profugo ma dei limiti gestionali della politica leghista villorbese di questi ultimi quattro anni. Si poteva fare qualcosa, invece non è stato fatto nulla e non può scaricare le colpe a nessuno.
La cecità al Sindaco compare quando visita il centro di Villorba, oramai divenuto un “non luogo” privo di piccole attività commerciali. Lo stesso buio Le oscura la vista a Lancenigo, dove lungo la strada principale della frazione le piccole attività scompaiono. Stessa disabilità sensoriale nel vedere che il dramma lungo la Postumia o lungo la Pontebbana, senza dimenticare il buco nero “ex CMR” in centro a Carità, che quotidianamente può ammirare dal Municipio.

Riassumendo: si è così ciechi da non percepire che nel comune di Villorba stanno sparendo i piccoli esercizi commerciali di vario genere. Si ha la vista acuta nel fare nuove cattedrali di cemento senza futuro, solo manufatti privi di logica.
Ottusi, ciechi e anche sordi: al destino di certo l’ironia non manca, mentre la nostra classe politica parla di nuove costruzioni, di volumi per crescere un’ipotetica economia, il nostro Pianeta Terra urla di fermarci e lo fa con evidenti segnali, ma siamo così ottusi da non saper leggere i segnali.
A livello globale è ufficiale, le risorse sono finite, siamo in “overshoot” da ieri (13/8/2015), la Terra non riesce a darci le risorse necessarie per la vita, per il futuro. Di quale futuro ha visione il Sindaco, di piantare pomodori sul cemento dei “suoi” mega store? Cosa crede che sia più necessaria, una zona industriale o un luogo di vita, verde e integro per la natura?

Lo è stato detto più volte dai tecnici urbanisti, dai professori universitari e dai contadini (e persino da un membro della sua stessa Giunta Comunale), che il futuro è la rigenerazione degli spazi con azioni di pubblica progettazione.
Da parte del Partito Democratico di Villorba sono state date le possibili soluzioni alla questione del recupero dell’attuale zona produttiva di Castrette. Sono state menzionate più volte, ripeto:

  1. creazione ci un movimento di cittadinanza attiva per l’attivazione di un’intelligenza collettiva – basta progetti creati e presentati a tavolino. Partecipazione, non solo informazione;
  2. chiediamo i FESR per il recupero delle aree da sviluppare, stessa cosa alla Commissione Europea con i Fondi Comunitari di Europa 2014-2020;
  3. attiviamo politiche insediative per studenti, start-up e reti d’impresa in grado di sviluppare il nostro territorio;
  4. creiamo attività ed eventi proprio in quelle zone, ricostruite e rianimate, per la cittadinanza villorbese.

Sindaco Marco Serena, le ripeto i punti su cui operare in modo intelligente sulle strutture che già sono presenti nel nostro territorio, rispettando l’ambiente e sviluppando una politica nuova, diversa dalle solite speculazioni edilizie cui l’Italia è oramai satura. Tutto questo è utile sia per la popolazione che per la natura di Villorba.

Lei è il Sindaco dei cittadini, non dei nuovi capannoni.

Resto in attesa dei suoi progetti, reali e tangibili.