Qualità della vita in Italia, la classifica 2017 (28^ edizione) de Il Sole 24 Ore – la situazione dei territori veneti tra chi sale (Belluno e Treviso), chi scende e chi abbandona.

  • Posted on: 28 November 2017
  • By: Oscar Borsato

Nel giornale Il Sole 24 Ore di oggi, 27 novembre 2017, si può trovare un rapporto molto interessante, la nuova mappa della qualità della vita nelle città italiane, una classifica delle 110 province italiane. Al primo posto del luogo del buon vivere si classifica Belluno con 583 punti. In questi primi sette posti della classifica che misura il benessere, non solo economico, dei territori italiani, si può trovare a Osta, Sondrio, Bolzano, Trento, Trieste, Verbano-Cussio-Ossola (Piemonte), tutte località di montagna delle Alpi. In coda alla graduatoria, invece, finiscono soprattutto le aree di Campania e Puglia: ben otto nelle ultime dieci posizioni, con Caserta maglia nera 2017 e Taranto al penultimo posto. Al terz’ultimo c’è Reggio Calabria. Questo elenco è stato realizzato miscelando 42 indicatori di sei macro settori (ricchezza e consumi, lavoro ed innovazione, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, ed infine l’area cultura e tempo libero). (Il calcolo dei punti[1]).

Nell’articolo di Anna Migliorati si può leggere: “È un’Italia che viaggia a velocità diverse quella che emerge dalla Qualità della vita 2017. I dati sono calcolati su base provinciale, ma giocando con le statistiche ne esce una mappa che mette in fila le quattro macro-aree: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Mezzogiorno. Sommando i punti di ciascuna delle 110 province (assegnando 110 punti alla prima classificata e 1 all’ultima, suddividendo per il numero di province di ogni regione e ribassando tutto a mille punti), al primo posto si piazza il Nord-Est, con una media pari a 800 punti; alle sue spalle il Nord-Ovest con 640, poi il Centro con 580 e, fanalino di coda, il Mezzogiorno con 220. Segno che il divario tra Nord e Sud si allarga. Un dato confermato guardando alle singole regioni: a segnare la performance migliore è il Friuli-Venezia Giulia nel Nord-Est: Trieste guadagna 4 posizioni, Gorizia 10, Pordenone 4. Solo Udine arretra di un posto, ma resta nella top ten. E il record negativo del Meridione si commenta da solo: nelle ultime dieci posizioni solo province di Sud e Isole”.

 

La fotografia del Veneto.

Alla 1^ posizione assoluta nazionale, con i suoi 583 punti, possiamo trovare Belluno, che sale dalla 4^ posizione (del 2016), recuperando il posto che aveva detenuto nel 1990, anno della prima edizione di questa speciale classica. Merito soprattutto della piazza d’onore, alle spalle di Verbania, conquistata negli indicatori Giustizia e sicurezza; del terzo posto, preceduta solo da Milano e Bolzano, nel settore Ricchezza e consumi; della quinta posizione nell’ambito Demografia e società. A livello invece di singoli parametri Belluno vince per il minor numero di rapine in rapporto alla popolazione e si aggiudica la medaglia d’argento per basso valore dei protesti pro capite e quella di bronzo per il tasso di occupazione[2].

Una curiosità che dimostra la faccia opposta della medaglia: questo territorio principe d’Italia è superficie di abbandono. Il caso Sappada della scorsa settimana, dove questo comune è “fuggito” nella provincia di Udine (alla 6^ posizione), mentre nel versate più ad ovest, i comuni di Cortina d’Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo sono pronte anch’esse a migrare in Trentino Alto Adige (al 4^ posto nazionale). In questa metamorfosi dei confini amministrativi s’intravede che il senso di comunità è la forza principale, prima ancora del PIL o della situazione statutaria della regione di appartenenza, quindi i ragionamenti dei territori uscenti dalla provincia bellunese seguono l’istinto “familiare” per il fare società.

Per trovare la seconda città veneta bisogna scendere fino al 19° posto con 509 punti, con Treviso in netta salita di ben 18 posizioni rispetto al 2016, dove si posizionava al 37° gradino. Tra i macro settori possiamo notare che in questa provincia si ha una buona demografia e società (4^pos.) e il primato italiano per quanto riguarda le acquisizioni di cittadinanza dei stranieri residenti. Buona disposizione anche per quanto riguarda il lavoro ed innovazione, in 17^ posizione, con un buon punteggio per quanto riguarda la disoccupazione giovanile. Di un punto sotto (18^) possiamo trovare la giustizia e sicurezza, relativamente con punteggi medio alti, ma con l’eccellenza di conoscenza informatica nella protezione contro truffe e le frodi informatiche. Se nel settore digitale siamo tra i primi in Italia, siamo nel fanalino di coda per la presenza di librerie (100^) e sul consumo di suolo (104^).

 Sei posizioni più sotto si trova, in discesa, la città di Romeo e Giulietta, Verona che perde 5 posizioni dal 2016, dalla 20^ alla 25^ con 503 punti. Nella media del punteggio dei valori si può riscoprire un peggioramento rispetto al settore della Giustizia e Sicurezza, alla 65^ posizione nazionale del settore. Si scopreun’attinenza per il settore turistico sulla spesa dei viaggiatori (8^ pos.) e un buon tasso di disoccupazione giovanile e l’acquisto dei beni durevoli, entrambi inseriti alla 6^ posizine di settore a livello nazionale.

Vicenza, anch’essa in netta discesa verticale di 4 posizioni, si posiziona al 30° posto nazionale, con 501 punti. Anche se in flessione rispetto all’anno precedente, è possibile notare che regge sul piano demografico e società, in 6^ pos. e che in questo presenta, subito dopo Treviso, il più alto grado di integrazione della popolazione immigrata per quanto riguarda l’acquisizione della cittadinanza. Dimostra d’essere tra i primi posti italiani per il lavoro e innovazione, uniformandosi con le precedenti sulla materia della disoccupazione giovanile, piazzandosi 4^ in Italia. Un gran successo invece, in questo macro-settore è la quota dell’export, si dimostra, con il suo 2° posto, essere un territorio globale.

Vicine in due posizioni, possiamo trovare Padova e Venezia, rispettivamente al 42° e 43° posizione, con un notevole calo del capoluogo patavino di ben 12 posizioni, rispetto al veneziano di 4 gradini. La provincia padovana si scopre un territorio amante della cultura e del tempo libero, sportivo con il suo 8° posto e dedito all’associazionismo col 17°. Buona presenza è anche per il numero di laureati, facile risultato questo per la permanenza delle università nella città capoluogo. Un brutto risultato sono i due centini, quello sul consumo di suolo (105°) e la pressione demografica al 101^ posizione nazionale.  Venezia è al primo posto per la spesa media procapite dei viaggiatori stranieri, essendo alla stessa posizione per flusso turistico. Alto numero di viaggiatori, sale anche la posizione dei scippi e dei borseggi, che fanno leggere al 103° posto la città del Doge, sostanzialmente un luogo non propriamente sicuro per il turista. In bassa posizione si riscontrano i canoni di locazione, al 109° posto nazionale e tra i valori sopra il cento è possibile notare un altro fattore comune delle provincie venete, il consumo di suolo messo al 101° nazionale.

Maglia nera del Veneto è Rovigo con il 65° posto, in risalita di 4 posizioni rispetto il 2016, con 460 punti. Contrariamente dalla posizione il territorio rodigino è sostanzialmente sicuro, almeno per quanto riguarda le rapine, dove si posizione al 9° posto nazionale, e con valori sopra la media in tutto il settore della giustizia e sicurezza.  Peggioramenti nella demografia e società, che scende 101° posto come macro settore, mentre al 102° posto come natalità.

 


[1] I «voti» nei 42 parametri: Mille punti vanno alla provincia con il valore migliore.Il punteggio per le altre scende in funzione della distanza del valore di ciascuna rispetto alla prima classificata (fatta salva la necessità di attribuire un punteggio d’ufficio nei casi di eccessivo distacco tra due province successive, per isolare fenomeni anomali, o di riparametrare i punteggi in caso di classifiche piatte) - Alle province di più recente costituzione, qualora indisponibili gli specifici dati statistici, sono stati attribuiti gli stessi valori della provincia di origine - Il voto finale: La classifica finale è costruita sulla media aritmetica semplice dei singoli punteggi delle sei aree d’indagine.

[2] di Marco Biscella pag. 12;