La Giunta regionale fa lo sconto ai cavatori: quale amore per il territorio?

  • Posted on: 1 October 2015
  • By: Oscar Borsato

Quando si parla di sfidare la cementificazione è inevitabile non pensare a ciò che avviene nella fase di reperimento del materiale di produzione del calcestruzzo, che deriva principalmente attraverso l’escavazione nei classici poli estrattivi in campagna e lungo I percorsi fluviali. Queste operazioni, com’è oramai noto, hanno un forte impatto ambientale sia per quanto riguarda gli effetti sul suolo che nella vista del paesaggio. Il Veneto questo scempio continua da quasi trent’anni, con un prezzo incalcolabile per il nostro territorio: maggiori sono i danni causati che l’economia reale creata.

Quanto sopra descritto, non è certo una novità nel campo della protezione del territorio, ma è una cosa incomprensibile, o perlomeno irricevibile nella gestione del territorio dell’attuale Giunta regionale presieduta da Luca Zaia. Sia prima, sia dopo, la tornata amministrativa regionale del 31 maggio scorso, abbiamo avuto più volte la conferma che quello che tanto andava proclamando il governatore in merito alla sua volontà di proteggere l’agricoltura, il suolo e il paesaggio del veneto erano solamente spot elettorale senza futuro. Si era capito  quando venne bocciato Il disegno di legge sull’aggiornamento dell’estrazione di ghiaia in cava, norma questa che doveva dare attuazione al piano cave, lo si comprende ancor meglio dopo l’approvazione da parte della giunta regionale del dimezzamento del canone per l’estrazione di sabbia e ghiaia dal letto dei fiumi che dal 1 gennaio 2016 passerà da € 4,9 a € 2,45 per metro cubo. Questa decisione è stata commentata dell’assessore all’ambiente Giampaolo Bottacin come un’esigenza di rilancio dell’importante settore della nostra economia regionale, Vista la contrazione della domanda d’inerti in conseguenza della crisi del settore edile, inoltre lo stesso afferma che tale operazione che esclamazione effetti migliorativi sulla sicurezza idraulica dei corsi d’acqua mitigando così il rischio idrogeologico. Quanto affermato questo politico è assolutamente privo di ogni riferimento scientifico, in quanto approvato che le escavazioni fluviali  non sono così efficaci per la regolamentazione delle acque, E quanto prelevato è abbondantemente sopra quota d’uso: si scava più di ciò che si consuma.

Dello stesso parere Sono I tecnici Del Centro Italiano per la riqualificazione fluviale, I quali affermano un parere ancor più grave, ovverosia che l’estrazione materiale in  alveo È una delle cause dell’incremento del rischio di alluvioni, Di certo non è una soluzione. Di questo avviso sono anche State legiferante delle direttive linee guida europei Sulla gestione dei corsi d’acqua, nonché anche dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, I quali hanno sottolineato l’importanza di garantire una dinamica naturale dei sedimenti, Magari reinserendoli davvero molti tratti in incisione, piuttosto che rimuoverli.

Perché la giunta regionale ha scelto una strada diversa da quella proposta dai maggiori centri di ricerca Sulla  protezione del suolo? Dove sono le promesse elettorali che il presidente era fatto? Sono svanite in una seduta.

La stessa governance deludente sull’uso del suolo è fattore comune degli amministratori leghisti trevigiani che  persistono nel cementificare ogni angolo Verde del loro tanto sbandierato ambientalismo, che poi nella pratica si dimostra un fallimento ideale, delle promesse non mantenute verso I propri cittadini. Non si è potuto notare dagli oramai innumerevoli centri commerciali costruiti in questi ultimi dieci anni, di quale hanno svuotato le piccole realtà urbane dei propri negozi storici.

Lo dicono tutte le agenzie mondiali sulla protezione dell’ambiente che è venuto il tempo di cambiare gestione Sulla pianificazione di nuovi insediamenti, sia produttivi sia residenziale, ma le logiche di una politica vecchia e puramente indirizzata verso la produzione del cemento ci porteranno, Non solo ad avere una povertà sulla Vista Del paesaggio, di una decadenza produttiva nel settore agricolo, quello tanto difeso.

Una scelta questa della Giunta regionale a favore di pochi cavatori a discapito di tutti i veneti.