SPV - meno democrazia e territori sperimentali strategici regionali - I casi di Povegliano, Villorba e Spresiano.

  • Posted on: 3 March 2018
  • By: Oscar Borsato

Leggo sulla Tribuna di Treviso di oggi (3 marzo 2018) un articolo a firma di Alessandro Bozzi Velenti sull’ennesima barricata (virtuale) dei Sindaci di Povegliano, Villorba e Spresiano in merito alla viabilità complementare alla Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta.

Seguo quest'infrastruttura da oramai un decennio, sia in termini economici, tecnici ed urbanistici. Sembra strano che, nelle attuali Amministrazioni di centro-destra ci si stia stupendo di lavori (potaci) creati dalla stessa appartenenza politica in Regione del Veneto, e che questa sia vista come una novità che cade dall’alto senza che nessuno, fino ad oggi, sapesse qualcosa, stessa reazione che ha il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, che ha più volte dichiarato l'estraneità all'opera.

D'altra parte trovo assurda l’affermazione di Marco della Pietra, Sindaco di Spresiano, nel momento in cui dice che “il passato è passato e parlarne non mi interessa”, perchè è proprio quel periodo che si deve discutere, per poter determinare le colpe della situazione attuale. Questa opera, nei fatti, è sempre stata gestita dalla Regione del Veneto, fino dagli anni '90 anche in forma coordinata quando era un’infrastruttura Commissariata dal Governo. La storia è importante!!!

Sta di fatto che dalle Amministrazioni locali attraversate dalla Superstrada, oltre che alle necessità ovvie di una struttura stradale a supporto dei caselli, non li ho mai sentiti attaccare con vigore l’Amministrazione regionale sui termini di spesa per la realizzazione della struttura. Diciamola tutta e con franchezza: “la mancata realizzazione delle opere complementari, 53 km in tutto, per un costo di €700 milioni, è solo una volontà politica, non è per la mancanza di risorse economiche”.  Questa mia affermazione è facilmente deducibile da quanto si legge dal Terzo Atto di convenzione tra Regione Veneto e SIS, che nella parte dedicata al ristoro dei costi al costruttore (SIS): l’Ente Pubblico regionale deve garantire un termine monetario di €12,3 miliardi in 39 anni su una spesa di realizzazione di €2,58 miliardi (di cui, €614 milioni messi dallo Stato ed €300 milioni dalla Regione del Veneto). A questi €10 miliardi (circa) in più (ingiustificati) è da aggiungere l'eccedenza, ossia che, se le auto sono eccedenti al flusso calcolato, l’appaltante (Regione) deve aumentare la quota di ristoro all’Appaltatore (SIS). Dopo il danno anche la beffa. (Per correttezza, il Piano Economico finanziario è stato sollevato dall’ANAC (Agenzia Nazionale Anti Corruzione), e questa vuole chiarimenti in merito).

Quindi i Sindaci, come prioritaria questione devono, con forza, richiedere la modifica del Terzo Convenzionale, che sia quindi più verso i cittadini che verso i privati (Bond compresi).

Il secondo punto di protesta dovrebbe essere quello riguardante i vincoli urbanistici derivanti dalla presenza dei caselli, ovvero, secondo l’art. 38 del Piano Strategico Regionale, ogni snodo fa vincolo per 2 km di raggio e questo è di competenza esclusiva della Giunta regionale, per i fini che essa ritiene insindacabilmentenecessari. Per ogni casello si trasformano 12,6 kmq, Nei territori in questione un totale di 25,2 kmq non male vero? E soprattutto, è utile avere due caselli così attaccati? Di certo non sono contrario ad una pianificazione intercomunale di area vasta, ma di certo, il caselli in esame sembrano alquanto strana come elaborazione, visto il vicino casello autostradale di Treviso Nord.

“Paroni a casa nostra” recita un famoso slogan di una componente politica. E se il motto più appropriato fosse “Paroni a casa vostra”?

Un bel esempio può essere quello del Comune di Povegliano, dove metà del proprio territorio è posto sotto detto vincolo, quindi ogni trasformazione eseguita deve essere chiesta, supinamente, alla Regione. Salta quindi ogni programmazione locale. Per esemplificare, se “Venezia” vuole farci costruire l’ennesima costruzione commerciale inutile, la popolazione locale, deve stare pure in silenzio, vedendo il proprio suolo naturale martoriato, più di quanto stia già facendo adesso l’asse stradale.

I Sindaci, dovrebbero essere più determinati sul loro ruolo e in difesa dei loro territori, dei loro cittadini, visto che non è prevista nessuna barriera ecologica nelle adiacenze dei caselli: fumi di scarico, polveri sottili e rumori saranno scaricati nei centri urbani, anche qui senza che nessuno obietti a quanto deciso nelle sfere politiche dell’Amministrazione regionale, soprattutto da chi, per convenienza di appartenenza non vuole contrastare “i paroni”.

Nel luglio dello scorso anno, le delegazioni provinciali del Partito Democratico di Treviso e Vicenza hanno prodotto un documento che andava a richiedere alle Amministrazioni locali delle ulteriori fasi di protezione dalla Superstrada. Dove presentato, nei Consigli Comunali, detto documento ha avuto il consenso unanime.

Ristabilire una contrattazione economica del Terzo Atto e una democrazia territoriale maggiormente portata ai cittadini, ristabilendo eventualmente, dove è possibile un taglio dei caselli, visto che, in molti casi sono pressoché inutili, in vista di un cambiamento della produzione industriale che renderà questi spazi completamente inutilizzabili.

Aspettiamoci, ulteriore inquinamento e consumo di suolo.