Superstrada Pedemontana Veneto verso il fallimento: una nuova tassa sulle spalle dei veneti?

  • Posted on: 31 December 2016
  • By: Oscar Borsato

Per far mente locale è giusto ricordare che l’infrastruttura in esame è un’opera in project financing, in altre parole, una costruzione con finalità pubblica, fatta e gestita da un privato, supportata da un ente pubblico locale (in questo caso la Regione del Veneto[1]).

 

Il caso “ex Polveriera di Volpago del Montello” e dei suoi “angeli neri” sta facendo il giro d’Europa, una serata del 28 dicembre 2016 da non replicare (ma non dimenticare) sta avendo effetti non propriamente positivi: chi voleva dimostrare una ragione si è trovato un effetto boomerang, perché per colpa degli aberranti striscioni con scritto “Benvenuti sul Montello sarà il vostro inferno”, si sta consumando l’umanità e il senso di accoglienza del Veneto facendoci apparire come un popolo razzista ed intollerante (dopo Quinto di Treviso).

Questo incontro di piazza però è un ottimo effetto di distrazione di massa, perché in sede istituzionale e politica di Palazzo Ferro-Fini a Venezia si sta perpetrando in maniera sistematica la distruzione dell’ambiente e della democrazia, in quanto tutti i poteri di controllo e di gestione stanno passando nelle mani di un’unica persona, il Presidente della Giunta Regionale delegittimando la figura stessa del Consiglio regionale.

Il dibattito pubblico in forma maniacale indirizzato verso i flussi migratori sta celando una questione regionale molto più impattante sotto il profilo della gestione territoriale, mi riferisco alla Superstrada Pedemontana Veneta. Dalle cronache dei giornali e dei talk show locali stanno emergendo le enormi incapacità politiche che erano evidenti già da qualche tempo, ma che nessuno credeva:

  1. una progettazione durata decenni;
  2. poi un’improvvisa accelerazione fatta di pratiche amministrative non tanto chiare, come la relazione al CIPE e i contratti di gestione;
  3. il blocco dei lavori per mancanza di fondi privati, all’appello mancano €1,643,1 miliardi;
  4. la conseguente rimozione del vincolo di “opera strategica d’urgenza nazionale e regionale” da parte del Governo Italiano

Tutto questo ne è la prova.

Com’è possibile che il Consorzio SIS non abbia il denaro per costruire l’opera?  Perché affidare la costruzione a quest’Azienda se non aveva la copertura adeguata? Va da se che il crollo del concessionario è vicino, perchè senza liquidità un’azienda privata è destinata al fallimento. Questo avvertimento già lo scrissi qualche giorno fa.

Certo è che oramai il Presidente della Regione del Veneto non sa trovare la soluzione adeguata, e così voleva affidare la patata bollente alla Cassa Depositi e Prestiti per far da garante con un prestito obbligazionario, che questa respinse. La soluzione alternativa si può leggere  tra le righe del “Collegato alla Legge di Stabilità regionale 2017 del Progetto di Legge n.194 di iniziativa della Giunta regionale del 26 ottobre 2016”, nel quale sono stati inseriti, in modo volutamente sparso, una serie di articoli che tracciano il chiaro obiettivo, le infrastrutture stradali intese.

Tutto inizia dell’articolo nove il testo sopra menzionato. Il legislatore veneto inserisce la variazione, ovvero l’inserimento di alcune integrazioni all’articolo uno della legge regionale numero 47 del 1975 “costituzione della Veneto sviluppo S.p.A.”. In questo articolo  potranno essere soci di detta società anche altre figure giuridiche di interesse pubblico, Anche i loro consorzi, le fondazioni bancarie, Le casse di previdenza, I fondi pensione, nonché le società controllate dagli enti anzidetti. Si deduce che verranno dirottati in conto capitale anche i fondi dei lavoratori in pensione o in procinto di termine lavoro.

Il ragionamento in “ordine sparso” prosegue con l’integrazione di un comma, il numero tre dell’articolo due della legge regionale numero 45 del 1988, norma che indirizza la costituzione di una società a partecipazione regionale per lo sviluppo e innovazione. In questo si nota che tra le nuove attività di promozione c’è anche quella delle infrastrutture. Inserito in questo breve paragrafo, non si capisce che senso abbia la promozione con le infrastrutture.

Un’altra modifica per l’inserimento del capitolo infrastrutturale avviene successivo articolo del documento finanziaria regionale 2017, difatti l’articolo 12 va a modificare la legge finanziaria 2007 da “gestione di rete autostradale” a “per la realizzazione di opere di infrastrutturazione viaria”. Sempre nello stesso articolo (12) si legge che la giunta regionale è autorizzata a costituire una società di capitali a “controllo pubblico” finalizzata alla costruzione e alla gestione di rete autostradale d’interesse regionale.

Quest’articolo è interessante perché fa riflettere sul perché inserire una voce “autostrade”, proprio in un momento che il traffico viario è in diminuzione. Sarà forse un aiuto alla superstrada Pedemontana veneta? Presumo di sì vista la fallimentare esperienza del Consorzio concessionario.

Spero che questa costituenda società non abbia lo stesso destino di BUONITALIA S.p.A. dell’allora Ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, una realtà imprenditoriale pubblica nata per promuovere i prodotti alimentari italiani nel mondo, risultata poi essere un fallimentare esempio di gestione aziendale che costò alle spese pubbliche una cifra intorno ai 50 milioni di euro. [fonte]

Rileggendo la stampa di allora, Il collaboratore fidato del ministro, il signor Walter Brunella, più che garantire uniformità tra Nord e sud rallegrò, in maniera privilegiata, i prodotti tipici veneti. Altre esperienze collegate a questa società per azioni pubblica furono: Spazio Verde e la rivista Welfare edita da BuonItalia s.p.A., anche queste ultime due con una  tragica fine.

Proseguendo con la lettura del Collegato Finanziaria regionale 2017, si legge che la Giunta regionale ha la possibilità di costituire un’altra nuova società per la sola gestione di reti autostradali (in questo momento in concessione alla S.p.A. Autovie Venete) con una spesa pubblica variabile tra i 5 milioni e i 50 milioni di euro, non prima che la Giunta regionale, come si nota all’articolo 13, non abbia acquisito dei titoli azionari della suddetta S.p.A. pari a 3,4 milioni di euro,  fondi questi che saranno prelevati tale capitolo di Missione n. 10 riguardante “Trasporti e diritto alla mobilità”.

Sembra passato molto tempo da quando il presidente Luca Zaia aveva parole ben diverse rispetto alle azioni che adesso sta proponendo in questo disegno di legge, da allora sono passati solo due mesi. Durante le manifestazioni contro la Riforma costituzionale del 2016, il Governatore ha più volte menzionato la favola del Presidente del Consiglio non eletto dei cittadini, evidenziando il fatto che il potere andava in una sola persona al Governo. Da quante volte c’è scritta la locuzione “La Giunta regionale è autorizzata” si capisce che è nelle intenzioni del Presidente regionale divenire l’uomo politico al comando, andando a distogliere anche la discussione in Consiglio regionale.

La paura che il referendum costituzionale potesse essere approvato era quella che si attuasse la nuova scrittura dell’articolo 117 che riportava allo Stato le opere di natura viaria principale come le autostrade. In questo modo la Regione poteva venire esclusa dalla gestione e dal relativo controllo anche della Superstrada Pedemontana Veneta, visto l’andamento finanziario del concessionario SIS.

La crisi finanziaria della privata azienda concessionaria spagnola potrebbe essere aiutata dall’entrata in società da parte delle nuove figure aziendali in capo alla Regione, la quale comporterà una nuova tassa sulle spalle dei cittadini veneti.

Ripeto: perché costituire nuove imprese pubbliche dedite alla costruzione e alla realizzazione di autostrade?

Ricordo il finanziamento pubblico versato per la costruzione di quest’arteria autostradale è di 614,9 milioni di euro.

Questa ipotetica entrata in affare sull’autostrada potrebbe essere doppiamente negativa perché non si è disposta nessuna regola, In finanziaria, riguardante il rimborso degli espropri effettuati.

In questo disegno di legge si è decretata la direzione di costruire nuova aria inquinata, nuovi fumi autostradali che andranno a peggiore ls già peggiore aria di tutta Europa. Nessun movimento verso un'ecologia, verso nuovi disposizioni per la vita, solo vecchie logiche che non andranno a migliorare il futuro per i residenti della Regione del Veneto.




[1] Questo tracciato della lunghezza complessiva di circa 95 km costa ad oggi €2,258 miliardi (iniziali €900 milioni) ed ha ricevuto un contributo pubblico di €614,9 milioni. Nei contratti relativi la Regione del Veneto se non vi saranno un pedaggio/giorno di 2.500 unità, rimborserà le mancanze.