Sullo "Ius Soli" (temperato e culturae) e il concetto di cittadinanza

  • Posted on: 20 June 2017
  • By: Oscar Borsato

Ho letto le peggiori bugie sullo "Ius Soli", condivise anche da avvocati e Primi Cittadini (leghisti), strumento usato per la distrazione politica di massa, ad uso e consumo di gente che non s'informa e condivide "alla cazzium".

Facciamo il punto della situazione su quale sia il contetto contemporaneo di "cittadinanza" (Piero Costa, 2005), senza sfociare in deviazioni di "lombrosa" direzione.

Essa, sostanzialmente, è un'espressione utilizzabile per mettere a fuoco il rapporto politico, giuridico e sociologico sui fondamenti tra l'individuo e l'ordine dello Stato di appartenenza. Un dettaglio da chiarire è l'identificazione del discorso sulla cittadinanza e i diritti di cittadinanza.

Le sue principali articolazioni:

  • le aspettative e le pretese,
  • i diritti e i doveri,
  • le modalità di appartenenza e i criteri di differenziazione,
  • le strategie di inclusione e di esclusione.

Le nostre comunità, in gran parte, vivono in città, luoghi e forme di convivenza, senza distinzione di genere, una sorta di microcosmi connessi con altre realtà, dove i cittadini esercitano virtù nella pienezza umana (Aristotele). Quindi chi vive in una città, fa parte in forma diretta alla vita della città stessa.

La partecipazione dei cittadini alla vita della città è strettamente egualitaria: la città è una comunità the e quali ti ha come scopo la virtù ed esercizio di una vita buona è la misura dell'uguaglianza di tutti gli esseri umani e data dell'alternanza dei ruoli, la disponibilità di ciascuno nel eseguire un proprio ruolo.

Dare cittadinanza è dare dei vincoli ai cittadini, farli partecipi alla vità fatta di regole da rispettare, evitando così comportamenti devianti, ovvero azioni intrisicamente cattive e dunque meritevoli di punizione.

Questi controlli sociali, esterni (forme di sorveglianza),  interni diretti (sentimenti imbarazzo) ed interni indiretti (attaccamento emotivo per gli altri e il desiderio di non perdere la loro stima e il loro affetto), impediscono di violare le norme  (Travis Hirschi).

Gli aspetti sociali della cittadinanza esprimono così un valore determinante in tutta la società, non solo nella qualità della vita, ma anche in termini economici, come:

  • L'attaccamento ai genitori e agli insegnanti;
  • L'impegno nel perseguimento degli obiettivi convenzionali;
  • Il coinvolgimento delle attività convenzionali;
  • Le credenze (religione).

Dare cittadinanza è eliminare la subcultura criminale, estirpare così le varie forme di criminalità, attivando varie forme partecipative per formare la propria cittadinanza civile, politica e sociale, ovvero quel insieme di diritti e di appartenenza legittimamente democratica, garantendo così a chiunque le principali forme di libertà.

 


Sullo Ius Soli (temperato e culturae) in discussione:
1. non è un processo automatico di riconoscimento generalizzato;
2. uno dei due genitori stranieri sia in possesso del soggiorno permanente o di lungo periodo (da almeno 5 anni)
3. il soggiorno deve essere legale e continuativo;
4. il soggiorno di lungo periodo è rilasciato a cittadini extra UE che siano titolari, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, e possiedano anche altri tre requisiti: reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; alloggio idoneo a termini di legge; superamento di un test di conoscenza della lingua italiana (esclusi gli stranieri pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato)
5. sono beneficiari gli stranieri nati in Italia o entrati entro il compimento dei dodici anni, a cui viene riconosciuto il diritto alla cittadinanza italiana qualora abbiano frequentato regolarmente (secondo le norme in vigore) un percorso formativo di almeno cinque anni nel territorio nazionale;
6. si sta distutendo di "cittadinanza per naturalizzazione" (concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del ministro dell’Interno) e che va richiesto al prefetto o all’autorità consolare)
7. I potenziali beneficiari sono gli stranieri arrivati in Italia prima della maggiore età e legalmente residenti da almeno sei anni.
8. regolare frequenza di un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo, presso istituti del sistema nazionale d’istruzione, o di un percorso di formazione professionale, con il conseguimento della relativa qualifica.

"Trumpisti", vi consiglio di dare anche una letta alla naturalizzazione delle cittadinanza in America.

Ricordo inoltre, che la normativa italiana in tema di riconoscimento è attualmente una delle più rigide d'Europa, riconoscendo lo status di cittadino ai figli degli emigranti residenti all’estero (diritto di sangue, ius sanguinis) ma non ai figli degli immigrati nati in Italia (diritto di suolo, ius soli).
 

Ottima discussione sarebbe: "è giusto  DARE la cittadinanza a chi non ha mai risieduto in Italia o NON DARLA a chi vive, lavora e produce nel nostro Paese?"

Sulla base della normativa vigente e del concetto sopra menzionato dello ius sanguinis, potenzialmente dovremmo dare la cittadinanza ad oltre 75 milioni di persone figlie di italiani, emigrati nel passato ai tempi dei grandi flussi verso le Americhe, Australia e Paesi Europei. Queste persone, in quasi la totalità dei casi, non ha mai contribuito allo Stato Italiano e al mantenimento dei servizi, pretendendone però la fruizione.

Con la Riforma in atto si avranno, 800.600 potenziali nuovi italiani,  che andranno a fruire e a contribire dei servizi pubblici italiani, un numero questo decisamente inferire rispetto a chi non ha mai visto l'Italia.

Iniziamo a ragionare sui giusti termini.