Venti progetti per cambiare: ma tutto all'oscuro dei cittadini

  • Posted on: 17 September 2015
  • By: Oscar Borsato

Ho appena letto articolo pubblicato sul “Gazzettino di Treviso” di oggi dal titolo i “20 progetti per cambiare il volto del paese”: ribadisco che tutto mi sembra alquanto strano, fumoso, che non ha una completa trasparenza. Non riesco più a capire se viviamo in una democrazia matura, o in altra forma istituzionale. Il dato di fatto è che siamo di fronte ad una conduzione territoriale decisa da pochi eletti “illuminati” che, nelle segrete stanze, decidono il futuro del territorio di Villorba.

Quanto ho appena affermato lo si può riscontrare nella governance adottata dalla Giunta Comunale condotta dal Sindaco Marco Serena. Anche questo lavoro (come nel passato recente) nasce contrariamente ad ogni criterio messo in uso nelle normali pratiche di politica pubblica contemporanea, di “button up”. Tutto questo, a mio avviso, sancisce il categorico fallimento della conduzione politica leghista: si nota un completo disordine nella direzione amministrativa e negli obiettivi dell’Amministrazione. Non sapendo così cosa fare, questa delega il tutto alle aziende private, trascurando il pensiero dei cittadini del Comune. Netta la risposta alla mia domanda su chi decide: “il Sindaco e gli Assessori”. I cittadini sono stati declassati a sudditi, devono subire le decisioni prese dall’alto, non sono più decisori del proprio futuro. Tutto questo non è nuovo; già due anni or sono, si intraprese un progetto solitario tra Sindaci, senza l’appoggio delle comunità, che, se non ricordo male, scemò grazie ad un referendum consultivo (il popolo disse NO!). In quello stesso giorno si ebbe l’ardire di organizzare un’indagine demoscopica... perché non organizzare indagini anche per altre idee? E il Consiglio comunale cosa ne pensa delle variazioni territoriali, visto che questo è di Sua competenza?.

Quando leggo poi: “bocche cucite sui contenuti. Si sa solo che è arrivata una proposta, in particolare per l’insediamento di un’azienda attraverso il cambio di destinazione d’uso di un’area di Villorba. Nient’altro” mi chiedo perché non si possa conoscere i dettagli dei contenuti di questo fantomatico, quanto importante, progetto. Che cosa c’è di tanto segreto? Sono atti di dominio pubblico, protocollati, perché celarti come un segreto di Stato? Che cosa la cittadinanza non deve sapere? Ricordo che il motivo dell’interpellanza sindacale fu inerente ad un intervento privato di un’opera di pubblico servizio. Di quale opera pubblica ha proposto l’azienda, e qual è la contro partita che deve dare l’Amministrazione?

Un progetto nato al contrario, dicevo, e all’oscuro: un Sindaco che si trova a "mercanteggiare" le opere, in scacco alle aziende private. Per paradosso, al prossimo turno delle elezioni amministrative tanto vale presentare un’azienda invece che una lista politica fatta da persone (cittadini), almeno si avrà un po’ più di trasparenza dal manager Sindaco. La comunità villorbese così avrà le idee chiare sul suo futuro e sulla gestione delle pratiche amministrative. Strana l’idea di creare delle regole “post” presentazione: solitamente un regolamento va messo ante protocollo, così che tutti siano al corrente delle norme; è come praticare uno sport, dove l’arbitro si crea le regole durante la competizione: non vi sembra tutto alquanto strano? Come strana è la datazione: pubblicazione il 27 luglio con scadenza il 10 settembre: i progetti devono essere eseguiti e presentati proprio nel pieno delle ferie? Con queste domande di certo non voglio mettere in ballo la questione sulla legalità dell'operazione, ci mancherebbe. Voglio soltanto porre l'attenzione sui dubbi che nascono dalla leggerezza nella conduzione della pratica amministrativa.

Tant’è che, a scapito della trasparenza di un normale iter democratico tenuto silente, in un prossimo futuro ci aspetterà una nuova colata di cemento, nuove polveri non salutari che invaderanno l’aria: è questa una buona pratica per la salute dei residenti? Senza contare poi che dal tipo di azienda  che si andrà ad insediare dipenderà anche il futuro delle attività economiche nei centri delle frazioni (esempio: se l'attività progettata fosse un mega store o un nuovo centro commerciale, la sorte delle piccole attività nei centri urbani sarebbe compromessa).

Per assurdo mi piacerebbe sapere, visto che il Sindaco è così convinto di questa sua nuova urbanizzazione, se: "sarà disposto a venir a vivere vicino all’azienda da Lui tanto voluta, magari poi a far giocare i suoi cari nelle zone “morte” di natura???" Sarebbe un gesto di convinzione, di buona fede. Se non fosse così, uso un termine tanto caro alla Lega Nord sull’immigrazione, modificandolo e riadattandolo alla situazione in esame: “i capannoni e il cemento se li faccia a casa sua!!!”